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"Per me recuperare le tradizioni significa fare bene le cose semplici"

Noemi

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Cravatte dai nodi grossi o piccoli, camicie botton down o con collo alla francese, l'importante è fare gli abbinamenti giusti. Senza nessuna pretesa proviamo di seguito a fare alcune riflessioni e tracciare delle ipotetiche regole, per essere sempre a posto.

Probabilmente viviamo in un' epoca fortunata per quanto riguarda la moda nell'abbigliamento; non si comprende se perchè manchi la fantasia o perchè sono state sondate  ormai tutte le possibilità nel campo del pret-a-porter, ma oggi è possibile indossare capi di stili e mode diverse senza sentirsi fuori luogo. Bisogna naturalmente, però, rispettare alcune regole generali che hanno a che fare solo con il buon gusto  e che prescindono quindi dalla moda in senso stretto.

Di certo in questo campo camicia e cravatta per l'uomo, sono capi rappresentativi poichè sono spesso i più in vista e quindi i primi ad essere criticabili. Soprattutto la camicia è uno capo "lato alto", imprescindibile nel proprio guardaroba, sia per situazioni casual che per situazioni più formali.

La prima cosa che salta all'occhio è il tipo di colletto; di seguito i più importanti e conosciuti:

- Collo italiano: adatto per ogni occasione; colletto a punte dritte, a seconda del fisico e del tipo di cravatta che si vorrà indossare, le misure e la distanza dalle punte possono variare di qualche centimetro.
- Collo francese: per le camicie più eleganti; detto anche Cutaway Collar o colletto aperto (in Francia invece viene chiamato "all'italiana"!), un modello aperto considerato giovane e trendy. Indicato per chi desidera vestire formale senza rinunciare al piacere di sfoggiare un nodo di cravatta voluminoso. Un piacere che il duca di Windsor ha reso famoso in tutto il mondo: il nome del nodo alla Windsor lo si deve proprio a lui.
- Collo button down: per camicie dallo stile casual; chiamato anche Soft Roll Collar, questa categoria include i colletti che presentano due bottoncini per fermare le punte. È un modello morbido e informale, usato soprattutto da chi ama l'abbigliamento casual/sportivo. La sua origine va ricercata agli inizi del secolo scorso, quando uno dei fratelli Brooks fu ispirato dalle divise dei giocatori di polo per realizzare quello che sarebbe divenuto l'attuale Button Down Collar.
- Collo alla coreana: per le camicie di tendenza; detto anche collo Mao, composto essenzialmente solo dal solino, usato in passato per tuniche e camicie da notte, poi per camicie adatte a smoking e frac, oggi invece per camicie di lino casual e sportive.
- Collo diplomatico: per cerimonie e serate eleganti; un modello caratterizzato da punte piegate verso l'esterno. Come suggerisce il nome, è indicato per occasioni molto eleganti (viene anche detto "frac") dove l'uso di polsini con chiusura a gemelli è quasi d'obbligo. Di solito è presente su camicie bianche o avorio realizzate in tessuti pregiati, e viene abbinato a cravatte nere o grigioperla.

colliCamicie

In realtà ogni tipo di collo, se abbinato correttamente, si adatta all'occasione, proprio per la proprietà transitiva che il pret-a-porter nel tempo ha consolidato. Così un botton down può essere considerato elegante se ad esempio si utilizzano colori sobri e cravatta giusta , ma allo stesso tempo un collo alla francese può essere casual portato con un adeguato cardigan.

cardigan

Un segno distintivo che non tramonta mai, è quello delle cifre delle proprie iniziali, ricamate sulla parte sinistra della camicia. La posizionecifre
standard è sotto al taschino, all'altezza del quinto bottone partendo dall'alto; la sequenza è: nome e cognome seguite dal puntino (non invertite) e possono essere ricamate in corsivo o in stampatello. 

In alternativa le cifre possono essere posizionate sulle punte del collo (meno utilizzate) o, per aggiungere una nota di originalità,  sul bordo del polsino....si perchè la camicia deve avere rigorosamente la manica lunga, anche d'estate.

Il materiale più utilizzato per il confezionamento delle camicie è il Cotone ed è anche quello più sobrio ed adatto a qualsiasi occasione; vengono anche usati Lino e Misto lino, per l'estate e la Seta, elegante ma pericolosa se usata nel modo o nel colore sbagliati. L'ultimo materiale nato è lo Stretch, utilizzato per camicie aderenti o che debbano ottenere un particolare effetto stilistico.

Ma passiamo all'abbinamento per antonomasia, camicia-cravatta. La camicia di per se è un capo che non soffre di solitudine, ma abbinato ad una cravatta può esaltare le proprie caratteristiche.
La cravatta, come il profumo, non dovrebbe mai essere regalata perchè è un accessorio molto personale e caratteristico della personalità di ognuno. L'acquisto di una cravatta deve essere una cosa istintiva e normalmente dovrebbe essere fatto assieme alla camicia "ideale", pensando poi al guardaroba esistente.
Il materiale migliore per la cravatta è sicuramente la seta, anche se ne esistono di altri materiali che però oserei definire secondari (lana per esempio). 

Alcune attenzioni aiutano ad abbinare al meglio i due capi; ad esempio:
-  La cravatta rispecchia la propria personalità, evitare quindi fantasie troppo grandi e/o vistose e quelle con un unico disegno centrale; all'estremo opposto, evitare quelle con fantasie smorte e anonime. 
- Per le tinte unite preferire colori decisi; per disegni e fantasie scegliere soggetti piccoli (pois, losanghe, quadretti, rombi, piccole stampe cachemire); per le righe trasversali non abbondare con i colori (max due o tre colori).

La-cravatta-storia-e-curiosit- Colori: la cravatta deve essere a contrasto rispetto all'abito ed alla camicia. Scura o chiara, deve essere contrapposta alla camicia. Essendo la nota più colorata dell'abbigliamento serioso, bisogna stare attenti a non esagerare con l'intensità del colore (NO verde pisello, giallo canarino, rosso fuoco, rosa confetto). 
- Abbinamento con la camicia: no a quadretti su righe, righe su righe, sovrapposizione di cravatta dal disegno fitto su camicia a quadretti. L'ideale è: disegni su tinta unita, in un senso o nell'altro.
- Il nodo: non stringerlo troppo. Disfarlo sempre la sera e appendere la cravatta ben tesa su un portacravatte.
- Non coordinare cravatta e fazzoletto da taschino, è anacronistico. Fa parte di un'eleganza di altri tempi; evitare sempre di avere un aspetto d'insieme troppo curato e lezioso e optare per un'eleganza decontractée.

Ultimo consiglio: il nodo. Come detto il nodo non deve essere "tirato", in maniera da evitare di sentirsi troppo costretti ed in ogni caso per evitare un brutto effetto visivo.
La cravatta classica si annoda fondamentalmente in due modi, più due varianti.
Il nodo Scappino (detto anche Half Windsor): nodo simmetrico che prende il suo nome da Domenico Scappino (sarto di Casa Savoia); è una versione semplificata del nodo Windsor (poco utilizzato).
Il nodo Semplice: nodo assimmetrico, di gran lunga il più utilizzato e "semplice" da realizzare; in questo caso la variante si chiama nodo Pratt, che si differenzia dal Semplice per essere iniziato tenendo la cravatta girata al contrario.

cravattanodoSemplice

Di sicuro il nodo Semplice è il più Pret-a-portar e quindi più adeguato ai nostri tempi; di facile e rapida esecuzione, evita di buttar via delle cravatte. Questo era ciò che faceva il duca Edoardo di Windsor, quando il nodo non gli riusciva al primo colpo! 

Mi sembra veramente tutto...almeno credo. Ma se avete commenti sono disponibile.

 

 Luigi - By C&M 

 

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